Carissima,
è da parecchi anni che sono protesa in un impegno quotidiano di gratuità e di sevizio, fra noi e fuori di noi, verso la comunità tutta nella quale siamo inserite, prima come presidente provinciale e poi come vicepresidente regionale di una delle associazioni nazionali più significative, attive e vivaci a sostegno delle donne e della famiglia, riconosciuta per la serietà e la coerenza nell'agire: un'agire carico di difficoltà senza “padrinati politici” o “potentati economici” alle spalle. Ma è stato un agire pienamente libero e disinteressato.
Siamo presenti in organismi nazionali ed internazionali, abbiamo presentato proposte di legge, e quelle che abbiamo ottenuto, avremmo voluto fossero migliori, più rispondenti alle reali necessità e alle aspettative delle famiglie: le valutiamo come punto di partenza per normative più puntuali .
Ciò ci è costato impegno, audizioni con le istituzioni, manifestazioni in piazza, e non ultimo, la raccolta firme per un “fisco a misura di famiglia”, condiviso e sottoscritto anche da Berlusconi e da Rutelli. Un problema reale, meritevole, oggi più che mai, d'attenzione e di risposte.
Il ruolo delle donne protagoniste nella società del terzo millenio.
Un ruolo di trasmissione di Vita, di Cultura, di Valori.
Un ruolo umanizzante: crescere in prima persona i propri figli, educarli (anche se mai si sottolineerà a sufficienza l'importanza del coinvolgimento del padre), di assistenza agli anziani e ai familiari ammalati, senza affidarsi alle strutture pubbliche, assolvendo così a un servizio e sollevando da un pesante onere l'intera comunità sociale;
Un ruolo produttivo: occuparsi del benessere di tutti, della gestione della propria casa, (“Produzione di Servizi” si usa dire con una terminologia piuttosto arida e burocratica);
Un ruolo di consumatrice: questo è quello che più la società ci riconosce, perché è certo che alla nostra responsabilità e alla nostra decisione sono affidate scelte, qualità e quantità dei consumi.
Un ruolo nella definizione di sempre nuovi bisogni, sempre più incalzanti e tali da ripercuotersi in termini positivi (aumento della produzione e distribuzione), o negativi, come li viviamo oggi (demarcazione fra famiglie agiate e famiglie a rischio di nuova povertà).
E nel contempo parteciparvi: essere sempre presenti nel mondo del lavoro, della scuola, della parrocchia, della cultura, della solidarietà e della politica.
La società, dunque, ha bisogno delle donne e delle famiglie per progredire. Di quelle che operano in tutti i campi della convivenza umana, culturale, sociale e produttiva, poiche costituiscono, insieme, la forza, il supporto al lavoro di tutti, donne e uomini; la “spina dorsale” del sistema economico e politico, il fondamento della famiglia, ma anche la sfida più grande che la società ha di fronte a se.
Dinnanzi alla disoccupazione, all'ineluttabile processo della vecchiaia, delle malattie (che non sono solo incapacità di lavorare ma necessita di interventi e di cure), davanti all'angoscia della vita e della morte, davanti alla sofferenza, agli s
conforti, al dramma dell'invalidità e degli handicap fisici e psichici, società e Stato chiamano in causa la famiglia, la famiglia pertanto deve essere sostenuta.
Risposte indilazionabili, in termini di politiche familiari, rappresentano la “cartina tornasole” sulla quale si misurerà la politica del prossimo futuro.
Perché i problemi della famiglia, non si risolvono solo con interventi una tantum o sussidi assistenziali, ma con una vera politica familiare attenta e continuativa.
“Non siamo più disposte ad ascoltare sempre belle dichiarazioni di principio”.
AD ALTA VOCE ti chiedo di sostenermi col tuo voto, perché tu donna sei al centro della famiglia e difenderla spetta proprio a te.






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