Ad Alta Voce

Sostenere la famiglia nella sua soggettività, diversa da quella dei singoli familiari, non significa rinunciare a comprendere il ruolo specifico che all’interno di questa comunità intermedia svolgono i suoi componenti. Ciò consente di capire se, in funzione del bene familiare, sono necessarie forme d’intervento mirate a sostenere il ruolo particolare di alcuni componenti, e in specie quello della donna-moglie-madre.

Il ruolo della Donna

Si tratta del ruolo probabilmente più importante all’interno della famiglia, capace di dare equilibrio grazie alla praticità, alla sensibilità e alla carica affettiva (quello che è indicato come “genio femminile”); un ruolo insostituibile soprattutto in relazione alla cura dei figli. Tale ruolo deve essere letto anche alla luce dei mutamenti socioculturali che hanno investito la famiglia, non ultimi la maggiore scolarizzazione della donna, il suo ingresso nel mondo del lavoro, il suo contributo al bilancio familiare.

giovedì 10 aprile 2008

sabato 29 marzo 2008

Lettera aperta

Carissima,

è da parecchi anni che sono protesa in un impegno quotidiano di gratuità e di sevizio, fra noi e fuori di noi, verso la comunità tutta nella quale siamo inserite, prima come presidente provinciale e poi come vicepresidente regionale di una delle associazioni nazionali più significative, attive e vivaci a sostegno delle donne e della famiglia, riconosciuta per la serietà e la coerenza nell'agire: un'agire carico di difficoltà senza “padrinati politici” o “potentati economici” alle spalle. Ma è stato un agire pienamente libero e disinteressato.

Siamo presenti in organismi nazionali ed internazionali, abbiamo presentato proposte di legge, e quelle che abbiamo ottenuto, avremmo voluto fossero migliori, più rispondenti alle reali necessità e alle aspettative delle famiglie: le valutiamo come punto di partenza per normative più puntuali .


Ciò ci è costato impegno, audizioni con le istituzioni, manifestazioni in piazza, e non ultimo, la raccolta firme per un “fisco a misura di famiglia”, condiviso e sottoscritto anche da Berlusconi e da Rutelli. Un problema reale, meritevole, oggi più che mai, d'attenzione e di risposte.


Il ruolo delle donne protagoniste nella società del terzo millenio.

Un ruolo di trasmissione di Vita, di Cultura, di Valori.


Un ruolo umanizzante: crescere in prima persona i propri figli, educarli (anche se mai si sottolineerà a sufficienza l'importanza del coinvolgimento del padre), di assistenza agli anziani e ai familiari ammalati, senza affidarsi alle strutture pubbliche, assolvendo così a un servizio e sollevando da un pesante onere l'intera comunità sociale;

Un ruolo produttivo: occuparsi del benessere di tutti, della gestione della propria casa, (“Produzione di Servizi” si usa dire con una terminologia piuttosto arida e burocratica);


Un ruolo di consumatrice: questo è quello che più la società ci riconosce, perché è certo che alla nostra responsabilità e alla nostra decisione sono affidate scelte, qualità e quantità dei consumi.


Un ruolo nella definizione di sempre nuovi bisogni, sempre più incalzanti e tali da ripercuotersi in termini positivi (aumento della produzione e distribuzione), o negativi, come li viviamo oggi (demarcazione fra famiglie agiate e famiglie a rischio di nuova povertà).

E nel contempo parteciparvi: essere sempre presenti nel mondo del lavoro, della scuola, della parrocchia, della cultura, della solidarietà e della politica.


La società, dunque, ha bisogno delle donne e delle famiglie per progredire. Di quelle che operano in tutti i campi della convivenza umana, culturale, sociale e produttiva, poiche costituiscono, insieme, la forza, il supporto al lavoro di tutti, donne e uomini; la “spina dorsale” del sistema economico e politico, il fondamento della famiglia, ma anche la sfida più grande che la società ha di fronte a se.

Dinnanzi alla disoccupazione, all'ineluttabile processo della vecchiaia, delle malattie (che non sono solo incapacità di lavorare ma necessita di interventi e di cure), davanti all'angoscia della vita e della morte, davanti alla sofferenza, agli s

conforti, al dramma dell'invalidità e degli handicap fisici e psichici, società e Stato chiamano in causa la famiglia, la famiglia pertanto deve essere sostenuta.



Risposte indilazionabili, in termini di politiche familiari, rappresentano la “cartina tornasole” sulla quale si misurerà la politica del prossimo futuro.


Perché i problemi della famiglia, non si risolvono solo con interventi una tantum o sussidi assistenziali, ma con una vera politica familiare attenta e continuativa.

“Non siamo più disposte ad ascoltare sempre belle dichiarazioni di principio”.


AD ALTA VOCE ti chiedo di sostenermi col tuo voto, perché tu donna sei al centro della famiglia e difenderla spetta proprio a te.




martedì 25 marzo 2008

Il mio impegno in sintesi

La mia è una sfida perché la Sicilia sia governata secondo i criteri dentro i quali ci siano anche i valori della vita, della maternità e della solidarietà.


Il mio impegno riguarderà principalmente lo sviluppo di politiche a sostegno delle famiglie e delle donne. Ovvero:


  • Promuovere, attivare e regolamentare le banche del tempo

  • Riconoscimento del lavoro di cura

  • Sostegno ai centri di aiuto alla vita e alle organizzazioni di volontariato.
  • Sostegno dell'occupazione femminile

  • Sostegno alle famiglie per una effettiva libertà di scelta educativa

  • Bonus libri per le famiglie meno agiate fino al compimento del 18° anno.

  • Madri di giorno e bonus bebè

  • Tutela delle donne che si trovano in situazione precarie dopo la morte precoce del marito o a causa di un divorzio.

  • Aiuti ai giovani per costituire una nuova famiglia.

  • Aiuti culturali e formativi per la donna e la famiglia.

  • Favorire la riscoperta, la conservazione e la diffusione delle tradizioni, dell'arte, della cultura e della storia millenaria siciliana. Incentivare l'artigianato femminile mediante la microimpresa e il microcredito e la creazione di un Portale telematico Regionale per la promozione dell'artigianato tradizionale femminile che sta scomparendo. Ciò può indurre una microeconomia diffusa e quindi, oltre ad un vero sostegno economico alle famiglie monoreddito anche un incremento del PIL regionale.
    Perciò partecipazione attiva alla vita economica, passando da una politica di protezione ad una politica di promozione.